Da Shoot4Emilia uno sguardo alla ex Del Monte

Shoot4Emilia è un progetto – una “chiamata alle armi fotografiche”, come la definiscono sul sito – nato per raccontare attraverso le immagini le tante storie di costruzione e ricostruzione in Emilia. E per alimentare un canale che possa continuare a far parlare della situazione post-sisma anche quando, giorno dopo giorno, le telecamere e i titoli dei giornali saranno sempre più distanti da qui.

L’account e-mail s4emilia@shoot4change.net è a disposizione di chi ha qualcosa da raccontare, o più semplicemente, se si possiede uno smartphone e un account di Instagram, basta taggare le foto con gli hashtag #s4emilia #shoot4change #protezionecivica

Tra le storie che il sito già ha raccolto e pubblicato, ce n’è una che non possiamo davvero non condividere.

Il 26 luglio Annalisa Marchionna si è recata con la sua macchina fotografica e con il collega-fotografo Marco Resti allo stabilimento della ex Del Monte, che nell’emergenza del terremoto è stato trasformato in magazzino per lo stoccaggio di beni e alimenti non deperibili, vestiario, generi per la pulizia della persona e della casa, come raccontato qui.

E ha incontrato Alfredo Reggiani, ex capo della polizia municipale del nostro Paese che tutti conosciamo, che all’alba dell’emergenza sisma è stato chiamato a coordinare la logistica degli aiuti e delle donazioni e uno staff di instancabili volontari e di collaboratori del Comune che ancora oggi continuano nell’opera di accogliemento e distribuzione dei beni.

foto di Marco Resti / S4C

Quel che ne esce è un ritratto accurato e sincero di Alfredo, e delle persone che insieme a lui stanno rendendo tutto questo possibile.

E’ il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene, ha tempo per rispondere sempre a tutti, e non molla neanche un colpo. La filosofia con cui affronta tutta la vicenda si riassume in una frase: esserci sempre, per tutti, per ogni cosa, perché se non ti assumi direttamente la responsabilità di quanto accade poi va tutto alla malora. E poi, come dice, che se una persona chiama per portare della roba è giusto che trovi colui con il quale ha parlato, e non qualcun altro.

Vi invitiamo a leggere qui l’intero racconto e a guardare queste belle immagini.

Ha detto che di tutti quelli che si fermano lì per più di tre giorni conserva indirizzo e numero di telefono, perché quando tutto sarà finito vorrà fare una gran cena… e la voce si trozza ancora, l’emozione è un fiume incontrollabile.

E noi la aspettiamo quella cena, Alfredo, tutto San Felice la aspetta per esorcizzare insieme la paura che insieme abbiamo affontato, per ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato, e per guardare, insieme, di nuovo al futuro…

 

Ma adesso non è ancora il momento: l’emergenza non è ancora finita, c’è ancora tanto da fare. E continuiamo a ringraziare tutti coloro che hanno preso a cuore la nostra storia e trovano il modo di tenderci la mano per aiutare a rialzarci.

 

Sempre su shoot4change.net leggi anche la storia “Marco, Willy, Roman. Il volontariato non ha confini” ambientata al campo Pascoli di San Felice, e guarda la galleria fotografica.

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