Dylan Dog, il terremoto, la paura

Barbara Baraldi è una nostra concittadina, una giovane scrittrice definita “la regina del gotico italiano”. All’alba del terremoto – lei come tantissimi altri Sanfeliciani – non ha esitato a “sfruttare” i suoi contatti per portare aiuto al nostro Paese ferito. Ne abbiamo parlato qui e qui.

In questi giorni è in edicola un nuovo numero di Dylan Dog, l’investigatore dell’incubo, sceneggiato proprio da Barbara, con illustrazioni di Paolo Mottura. L’episodio, con tavole a colori, si intitola Il bottone di madreperla.

Nell’intervista uscita l’11agosto sul Corriere di Bologna (qui), Barbara torna nuovamente a parlare del nostro Paese ferito dal terremoto, della paura, della voglia di ricominciare. E dell’importanza della memoria.

Il centro lo hanno riaperto, ma le case sono tutte imbragate e puntellate, tutte storte. L’orologio è diventato un cumulo di macerie: pensa che prima, sotto lo stretto arco della torre, i neo patentati passavano con l’auto, come un rito di iniziazione. In molti strisciavano: io no.

Me ne rendo conto ora che nella mia zona nulla è come prima. La mia San Felice, Finale Emilia dove ho studiato, Mirandola dove sono nata e che ho imparato a amare tardi, e poi Cavezzo, Medolla… niente è più come prima. Sono venuti giù tutti i ricordi. E tu sei ancora qui.

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Aggiornamento: leggi l’articolo su gazzettadimodena.it

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