EmiliAMO, 100 donne per riaprire i negozi nei centri storici della Bassa (e vendere online)

«Non vorremmo sembrare delle sentimentali disorganizzate – dice la loro coordinatrice, Claudia Miglia, di professione consulente aziendale – in realtà siamo delle pragmatiche organizzate.

Una certificazione di qualità finalizzata a due precise attività economiche: la vendita dei prodotti degli esercizi commerciali oggi chiusi per il terremoto e la pressione sulla politica nazionale e locale perché la ricostruzione avvenga con il recupero dei centri storici, cuori pulsanti oggi feriti di queste comunità economiche e civili.

Dalla prossima settimana, sarà attivo anche il portale www.emiliamo.it, che appunto servirà a fare e-business, etico e a tutela delle imprenditrici emiliane, dei beni strappati ai magazzini e ai negozi danneggiati dal sisma. Dice Susanna Benatti, titolare di tre negozi di profumeria e di pelletteria a Mirandola, Cavezzo e San Felice sul Panaro: «Un altro obiettivo di EmiliAmo è trovare tutte insieme dei luoghi dove ricominciare a fare business. Ora abbiamo bisogno di piccoli centri commerciali e capannoni dove riorganizzare la merce e dove tornare a incontrare i nostri clienti e le nostre clienti. Naturalmente, si tratta di un obiettivo temporaneo. Per noi è fondamentale tornare nei centri storici».

«I centri storici sono un pezzo fondamentale delle nostre vite. Io avevo sei mesi, quando mia mamma aprì la prima erboristeria a San Felice sul Panaro», racconta Silvia Ferrari, che con la sua famiglia ora ne ha due. La prima è completamente distrutta. La seconda ha meno danni, sembra agibile, ma si trova nella zona rossa del borgo.

«L’obiettivo della vendita online dei prodotti e della moral suasion a favore del rientro nei centri storici è fondamentale – spiega Silvia Ferrari – ma è altrettanto importante per noi, in questa fase, stare insieme, muoverci, fare delle cose, sentirci unite. Noi emiliane siamo così».

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