Dalla Bolivia: avere a cuore il prossimo, chiunque esso sia…

Dalla fine di maggio a oggi abbiamo avuto modo di toccare con mano, come privati cittadini e come comunità, come istituzione, il vero significato della parola “solidarietà”.
Abbiamo risposto con sorrisi, lacrime, strette di mano. A volte con sguardi che si fanno d’un tratto tristi e cercano con insistenza il terreno per non incrociare gli altri sguardi. Ogni volta non è mancato un grazie – sentito e di cuore – perchè di fronte a tante e tali manifestazioni di affetto è inutile cercare altre parole.

Come non cercheremo null’altro che un GRAZIE collettivo da parte dei bimbi del nostro centro estivo per la comunità di Cochabamba in Bolivia, per il motivo che leggerete nella lettera che riportiamo.

CASA DE LOS NIÑOS è un’associazione di volontariato costituita da persone che dedicano il loro tempo libero nel migliorare le condizioni di vita dei bambini nei paesi in via di sviluppo, perseguendo esclusivamente finalità di solidarietà sociale che hanno per scopo per scopo l’assistenza, l’educazione, il recupero e il reinserimento dei bambini disagiati mediante interventi di prevenzione all’abbandono dei minori con progetti di sostegno alle famiglie.

Ecco la lettera che abbiamo ricevuto:

L’idea è che la nostra responsabilità come esseri umani sia nel concetto di costruzione reciproca. 

La cooperazione internazionale è, o meglio dovrebbe essere, costruzione di identità. La metafora che meglio rappresenta questo movimento è l’acqua.  L’acqua di un ruscello che nasce in montagna e scendendo incontra altri corsi d’acqua che si uniscono e percorrono un sentiero comune. Il torrente cresce fino a diventare fiume, ed è così che si vive l’esperienza della Casa de Los Ninos, associazione italiana e fondazione boliviana, nata a Roteglia e a Cochabamba dall’incontro di energie, che come l’acqua dei torrenti, che scendono dalla montagna, si sono unite e da anni stanno condividendo questa straordinaria esperienza di crescita reciproca. Comunità, famiglie, tanti bambini, che continuano a credere che nell’incontro ci sia l’opportunità di costruzione reciproca con quanto c’è a disposizione, un movimento che nasce dall’ascolto dell’altro, della storia dell’altro, decidendo di vivere anche la sua esperienza e cercando di creare lo spazio necessario perché questa esperienza si esprima e cresca, facendola durare.

Tutto questo, alla cittadella “Arco Iris” della Casa de los Ninos le 70 famiglie, le circa 400 persone che vivono questa esperienza, lo sanno, e il dolore e l’eco del recente terremoto in Italia che ha colpito duramente tante famiglie, tante Comunità, è arrivato sino a Cochabamba. La risposta che ci è ritornata, è che ora la priorità è il sostegno a questa difficile situazione che si vive in Italia nei luoghi colpiti dal sisma, e quindi la decisione di inviare un contributo economico di 90.000 boliviani, (10.000 Euro). Forse una piccola somma in Italia, ma in Bolivia era il budget programmato per il sostegno delle attività fino alla fine dell’anno, delle 400 persone che vivono nel villaggio dell’associazione. Dalla fondazione Casa de los ninos a Cochabamba, all’associazione Casa de los ninos a Roteglia, fino al paese di San Felice sul Panaro, a sostegno delle attività del centro estivo per i piccoli.

Avere a cuore il prossimo, chiunque esso sia, che tu lo conosca o no: un movimento che rende visibile lo spostamento di quell’energia che nasce nell’incontro e nella condivisione sincera e reciproca delle esperienze, a Cochabamba al villaggio Arco Iris, come a Roteglia, Reggio Emilia e nei luoghi colpiti dal sisma. 

I bambini, le famiglie e tutti/e della Casa de Los Ninos

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