Mille euro dall’Ordine del Nocino

NONANTOLA. Il miglior nocino? Quello di Alessandro Bellei, di Modena. Ieri a Nonantola la conclusione del 35imo Palio di San Valentino, la competizione organizzata dall’Ordine del Nocino, di Spilamberto, per individuare il “liquore delle streghe” che più si avvicina alla perfezione per intensità e persistenza degli odori, nonché per il colore, la densità e l’armonia del sapore. Quello di Bellei ha superato gli altri 796 campioni in gara, provenienti da tutt’Italia. Premiate anche Michelina Borsari, direttrice del Festival della Filosofia, Maria Grazia Severi, stilista, Clara Nese Scaglioni, presidente del “club del Fornello” e la giornalista Federica Galli. A queste il riconoscimento di “Donne del Nocino”, assegnato a quante dimostrano di amare il proprio lavoro grazie al loro impegno. Questo premio, il più recente tra i quelli assegnati al termine del Palio, ben rispecchia la natura “rosa” del liquore e dell’Ordine che ne custodisce i segreti. Da tanti considerato come il secondo prodotto originario di Spilamberto, dopo l’aceto balsamico tradizionale, il nocino ne è invece il rovescio della medaglia: una complementarietà che affonda le radici nella storia e nella tradizione contadina. Perché se il balsamico era in passato roba da uomini, curato nella parte alta della casa, il sottotetto, gestito dal padre di famiglia che lo tramandava ai discendenti maschi, per il nocino era l’opposto. Conservato e fatto maturare nella parte bassa della casa, la cantina, era appannaggio della donna di famiglia. Non un rapporto di sudditanza, ci tiene a spiegare Vania Franceschelli, presidente dell’ordine del Nocino, «perché in realtà, nella tradizione contadina – dice – era la donna ad avere il potere in casa». Solo lei aveva infatti le chiavi per accedere alla cantina, dove venivano conservati i generi alimentari e il nocino era il simbolo. L’Ordine del Nocino non è da meno: nato nel ’76 grazie alla volontà di un gruppo di donne, mogli degli allora maestri della Consorteria del Balsamico Tradizionale, desiderose di tutelare un liquore della tradizione contadina. Inizialmente composto solo da donne, nel 2005 ha aperto le porte agli uomini. La premiazione è stata anche occasione di solidarietà: sono stati donati 1000 euro al sindaco di San Felice, per la ricostruzione della città. Consegnate inoltre una targa a Radio Bruno e al prof Francesco Saccani.

[di Andrea Minghelli / gazzettadimodena.it – foto Poluzzi]

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NONANTOLA. Il miglior nocino? Quello di Alessandro Bellei, di Modena. Ieri a Nonantola la conclusione del 35imo Palio di San Valentino, la competizione organizzata dall’Ordine del Nocino, di Spilamberto, per individuare il “liquore delle streghe” che più si avvicina alla perfezione per intensità e persistenza degli odori, nonché per il colore, la densità e l’armonia del sapore. Quello di Bellei ha superato gli altri 796 campioni in gara, provenienti da tutt’Italia. Premiate anche Michelina Borsari, direttrice del Festival della Filosofia, Maria Grazia Severi, stilista, Clara Nese Scaglioni, presidente del “club del Fornello” e la giornalista Federica Galli. A queste il riconoscimento di “Donne del Nocino”, assegnato a quante dimostrano di amare il proprio lavoro grazie al loro impegno. Questo premio, il più recente tra i quelli assegnati al termine del Palio, ben rispecchia la natura “rosa” del liquore e dell’Ordine che ne custodisce i segreti. Da tanti considerato come il secondo prodotto originario di Spilamberto, dopo l’aceto balsamico tradizionale, il nocino ne è invece il rovescio della medaglia: una complementarietà che affonda le radici nella storia e nella tradizione contadina. Perché se il balsamico era in passato roba da uomini, curato nella parte alta della casa, il sottotetto, gestito dal padre di famiglia che lo tramandava ai discendenti maschi, per il nocino era l’opposto. Conservato e fatto maturare nella parte bassa della casa, la cantina, era appannaggio della donna di famiglia. Non un rapporto di sudditanza, ci tiene a spiegare Vania Franceschelli, presidente dell’ordine del Nocino, «perché in realtà, nella tradizione contadina – dice – era la donna ad avere il potere in casa». Solo lei aveva infatti le chiavi per accedere alla cantina, dove venivano conservati i generi alimentari e il nocino era il simbolo. L’Ordine del Nocino non è da meno: nato nel ’76 grazie alla volontà di un gruppo di donne, mogli degli allora maestri della Consorteria del Balsamico Tradizionale, desiderose di tutelare un liquore della tradizione contadina. Inizialmente composto solo da donne, nel 2005 ha aperto le porte agli uomini. La premiazione è stata anche occasione di solidarietà: sono stati donati 1000 euro al sindaco di San Felice, per la ricostruzione della città. Consegnate inoltre una targa a Radio Bruno e al prof Francesco Saccani.

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