Lode ai primi aiuti, e a chi ha lavorato per.

Ho estratto un passaggio dell’articolo che Barbara Damiano ha scritto sul suo blog/magazine MammaFelice.it su come è riuscita a far convergere i primi aiuti da parte delle aziende. Il pezzo però davvero merita di essere letto tutto, fatelo.

Così ci siamo aggrappati alla vita. Ci siamo aggrappati a una lettera. Ho smesso di lavorare e ho passato giorni e giorni a chiedere aiuto. Avevamo qualcosa da fare. Concentrati, hai qualcosa da fare. Domitilla mi ha presentato Gianluca. Gianluca mi ha presentato Giovanni, vice sindaco di San Felice. Giovanni mi ha mandato la lettera a cui mi sono aggrappata. Il Comune non esiste più, ma la Del Monte ha offerto i suoi magazzini per ricevere i materiali, ed Alfredo Reggiani sta lì tutto il giorno ad aspettare i pacchi che arrivano, i bancali e pure gli scatoloni ‘Mammafelice’.

Offro un milione di impressions pubblicitarie a chi regala materiali a San Felice sul Panaro: materiali per la scuola, giocattoli, materiali creativi, giochi sportivi, libri, carta, penne e pennarelli, lana, carte da gioco.

Hanno risposto tutte queste persone: Giuseppe Lanzi, Sisifo, Materbì, Happy Mais, UHU, OVSkids, Mondadori, Crayola, Decathlon, Quercetti, Buffetti 3338, Bagni Toto Beach Riccione, Associazione La Via dei Colori, Valentina Aldrovandi, Oasi delle Mamme, Barbara Galli, Paola Misiti, Zebuk, Disney, Antonella Pfeiffer, Office Distribution, US Aurora Desio 1922, Alessandro Crisafulli, Patrizia Marchesini, Fosca Massucco, Laura Nani Bertetti, Cuore di Maglia, Swiss Post Porta a Porta S.p.A., Imaginarium, Pelikan, Manuela Cervetti, MammeAcrobate, Maria Raganato, Ilaria Maggi, Clementoni, Cinzia Magnani, Coop.

(se vi ho dimenticati, perdonatemi in anticipo e segnalatemelo)

Grazie al loro contributo, sono state allestite 5 tensostrutture piene di giochi e arredi per bambini, è stato organizzato il centro estivo e alla riapertura delle scuole, a Settembre, è stato persino consegnato ad ogni maestra un kit-scuola da utilizzare in classe, in modo che le famiglie non dovessero spendere soldi in cancelleria. E no, se ve lo state chiedendo: quasi nessuno di loro ha voluto davvero quelle impressions pubblicitarie. Non solo non hanno voluto il banner gratis, ma non hanno voluto nemmeno che si facesse il loro nome. Un anno dopo, penso che sia mia dovere dire chi è stato ad aiutare San Felice in quei giorni durissimi. Così, se un giorno vi viene voglia di andare in uno di questi posti o parlare con una di queste persone, sapete che si tratta di brava gente.

Grazie Barbara, davvero.

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