Cantiere Emilia. Foto del patrimonio culturale ad un anno dal sisma

dal sito artslife.com

17/06/13

di 

FORTITUDO EMILIA

Mirandola (MO) – Duomo

di Luca Zuccala

foto di Luca Zuccala © ArtsLife

Emilia, giugno 2013. Un anno fa la terra si dimenava impazzita scaricando la sua energia tellurica per la Cispadana. Due giorni di follia sismica con relativi sciami e devastanti conseguenze sul mondo sovrastante, le Terre dei Pico, degli Este e dei Gonzaga. Ventotto morti, oltre trecento feriti, 45mila sfollati, 15mila famiglie rimaste senza casa. Tre regioni colpite, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, 52 Comuni interessati con danni stimati attorno ai 13 miliardi di euro.

Un disastro che non ha risparmiato il patrimonio artistico-culturale della zona. 1900 beni coinvolti di cui circa 600 chiese, 7 sedi di biblioteche e 14 sedi di spettacolo gravemente danneggiate, 12 delle quali sono Teatri storici (di queste soltanto il Teatro Comunale di Ferrara ha ripreso l’attività), 6 cinema lesionati e ancora inagibili (hanno ripreso l’attività le sole sale di Carpi), centri storici parzialmente colpiti o completamente distrutti. Palazzi sfigurati, volte scoperchiate, cupole collassate, campanili mozzati, castelli senza più torri e torri solitarie rase al suolo.

Moglia (MN) – Chiesa di San Giovanni Battista e Municipio

Concordia sulla Secchia (MO) – Palazzo comunale

Carpi (MO) – Duomo

E poi i contenitori (artistici) delle opere d’arte: musei e pinacoteche, tutte o quasi “chiusi per restauro“. La Pinacoteca di Cento con i suoi Guercino è ancora interamente “ingabbiata” da ancoraggi e ponteggi come il Castello dei Pico a Mirandola sede del Museo Civico mirandolese “imbragato” per buona parte del perimetro murario.

Ha riaperto da pochi giorni la Pinacoteca di Pieve di Cento e i Musei di Palazzo dei Pio a Carpi mentre al Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra di Nonantola è allestita fino al marzo prossimo la mostra “L’arte dell’epicentro. Da Guercino a Malatesta. Opere salvate nell’Emilia ferita dal terremoto“, una settantina di opere recuperate dalle chiese della Bassa danneggiate dal sisma tra cui spiccano i gioielli della scuola seicentesca emiliana. Lo Scarsellino, Caula, Simone Cantarini, Giuseppe Maria Crespi e l’immancabile Guercino. Simboli ed emblemi della rinascita del popolo emiliano.

Cento (BO) – Pinacoteca civica transennata e palazzo interamente ingabbiato

Mirandola (MO) – Castello dei Pico sede del Museo civico

Carpi (MO) – Palazzo dei Pio e Teatro comunale

Funziona a pieno regime invece la “clinica dell’arte ferita” allestita al Palazzo Ducale di Sassuolo. Sono più di 1300 i beni mobili provenienti da raccolte pubbliche o edifici religiosi ricoverati nelle sale dedicate. Catalogazione e operazioni di primo soccorso da parte degli specialisti dell’Istituto per la Conservazione e il Restauro di Roma e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Nel frattempo prosegue il lavoro delle 823 squadre miste di architetti, ingegneri, storici dell’arte e restauratori inviate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le operazioni di sicurezza e salvaguardia del patrimonio (1 miliardo e 300 milioni di euro di danni per i beni delle 4 province emiliane coinvolte, 400 milioni per le sole chiese). Fondamentale il contributo dei Vigili del Fuoco ancora attivi e presenti sul posto. La maggior parte delle opere di risanamento porta indelebile il marchio del Corpo “V.V.F.” con relativa provincia di provenienza.

San Felice sul Panaro (MO) – Chiesa Arcipetrale

San Giacomo Roncole (MO) – Contenimento/protezione della Parrocchiale (e soprattutto del campanile)

San Felice sul Panaro (MO) – Castello Estense senza più torrette

Messa in sicurezza degli edifici, abbattimento delle strutture obsolete, sgombero e pulizia delle macerie. Il primo passo è quasi fatto. Si continua a lavorare nei centri storici più colpiti mentre le realtà isolate sono a posto, almeno temporaneamente. Ragnatele di acciaio sostengono i palazzi, reticolati di metallo i portici coperti. Per le chiese i ponteggi sorreggono la facciata, i tiranti le navate, placche d’acciaio il campanile (se sta per crollare si alzano muri di contenimento) e i cavi cingono le colonne superstiti. In mancanza della volta si sistemano teloni contro le intemperie. Così come per le torri decapitate dei castelli che vengono coperte da plastiche o tettoie provvisorie. Finestre e finestrelle sono puntualmente puntellate da moduli di legno su misura. Travi e palizzate si alternano di continuo creando architetture e installazioni pseudo-contemporanee.

Cento (BO) – Palazzo a fianco della Pinacoteca “Il Guercino”

Mirandola (MO) – Castello dei Pico

Moglia (MN) – Municipio

Questo è lo scenario (surreale) che si presenta ad un anno dal terremoto nei paesi più colpiti dal sisma: Moglia, Poggio Rusco, San Bendetto Po, Novi di Modena, Concordia sulla Secchia, Crevalcore, Cavezzo, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Sant’Agostino. Atmosfera post-bellica. I segni della stangata tellurica ancora assai evidenti. Piazze transennate, vie deserte, abitazioni abbandonate, negozi vuoti, scuole chiuse, chiese aperte (nel senso senza un tetto) e municipi, se ci son ancora, “decorati” per intero da impalcature. Paesi sfregiati dove quei simboli identitari-comunitari sono scomparsi o al meglio ricoperti di ferro per non farli venir giù e quindi irriconoscibili. Un cantiere infinito su cui si sta lavorando incessantemente. C’è un mondo da ricostruire, una normalità da ritrovare. Il primo passo è ormai compiuto. L’Emilia colpita pian piano si rialza.

Moglia (MN) – “La gente di Moglia vuole tornare a volare”

Cavezzo (MO) – “Cavezzo vuole ricostruire”

Mirandola (MO) – Mostra fotografica del Gruppo Leica, Galleria del Popolo

Concordia sulla Secchia (MO) – Palazzo comunale, “Concordia Ringrazia e Riparte”

San Felice sul Panaro (MO) – Prove di concerto davanti alla Rocca

Cavezzo (MO) – Mostra “Magnitudo Emilia”

Finale Emilia (MO) – Torre dell’Orologio provvisoria con la campana di San Zenone recuperata dal monumento in frantumi

IL PATRIMONIO CULTURALE A UN ANNO DAL SISMA

Lombardia

Moglia (MN)

San Giovanni Battista

San Giovanni Battista e Municipio

Centro storico (1)

Centro storico (2)

Centro storico (3)

Portici del centro

Portici

Villette e abitazioni (1)

Villette e abitazioni (2)

Poggio Rusco (MN)

Chiesa del Santissimo nome di Maria*

San Benedetto Po (MN)

Abbazia di Polirone – complesso

Dopo un imponente intervento di restauro avviato negli anni ’70 e terminato nel 2011,  l’abbazia è stata gravemente danneggiata dal sisma dello scorso anno e chiusa al pubblico.

Italia Nostra ha candidato il monastero cluniacense di San Benedetto Po, vicino Mantova, tra i “I 7 siti più a rischio” in Europa.

Dentro l’Abbazia (1)*

Dentro l’Abbazia (2)*

Emilia-Romagna

Carpi (MO)

Cattedrale di S. Maria Assunta

Teatro comunale

Palazzo dei Pio sede del Museo civico

Portici (1)

Portici (2)

Corso Alberto Pio vista Duomo

Piazza dei Martiri

Dentro Palazzo dei Pio, finestre puntellate e merli sbeccati

Restauro di un palazzo nel centro storico

San Felice sul Panaro (MO)

Chiesa Arcipetrale

Rocca Estense (1)

Rocca Estense (2)

Abitazione nel centro storico (1)

Abitazione nel centro storico (2)

Monumento ai caduti e palazzi del centro storico

Rivara (MO)

Santa Maria di Rivara

Santa Maria, torsione della colonna del cancello esterno

San Giacomo Roncole (MO)

Palizzate per contenere la Parrocchiale e il campanile pendente

Parrocchiale di San Giacomo

Concordia sulla Secchia (MO)

Palazzo comunale

Edifici distrutti davanti al Palazzo comunale

Centro storico dal Palazzo comunale

Centro storico interdetto (1)

Centro storico interdetto (2)

Chiesa di San Paolo

Centro storico, Via Garibaldi

Palazzi distrutti del centro storico

Centro storico

Edera che assale le case abbandonate

Cimitero fuori dal paese (1)

Cimitero fuori dal paese (2)

CONTINUA …

* fonte: Wikipedia

* fonte: Italia Nostra

* fonte: daringtodo

Crediti foto: Luca Zuccala © ArtsLife

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