Storie, I giovani per la pace del Veneto e gli anziani di San Felice

dal sito santegidio.org

24 Agosto 2013 | ITALIA

L’ Estate di solidarietà dei Giovani per la pace del Veneto

con gli anziani vittime del terremoto in Emilia

ANZIANI, Estate, Solidarietà, 2013
 L’amicizia non va in vacanza neanche in Veneto! Con questo spirito i Giovani per la Pace del nord est hanno vissuto il periodo estivo, dando vita a numerosi momenti di amicizia con i poveri delle città venete ed in particolare con gli anziani. Oltre al consueto appuntamento settimanale negli istituti, una quindicina di anziani di Padova e Treviso hanno partecipato alla vacanza organizzata dai Giovani per la Pace nell’incantevole cittadina di Asolo, ospiti delle Suore Dorotee. Si è trattato di una vera e propria “vacanza di famiglia”, nella quale i giovani si sono presi cura degli anziani e questi hanno accolto i giovani come loro nipoti. Cesarina, un’anziana cieca di Padova, ha detto di aver passato ad Asolo i giorni più belli della sua vita, mentre Tiziana, di Treviso, ha detto di avere ora una “famiglia più larga”. Si può proprio dire che in questa storia di amicizia si sono realizzate le parole pronunciate da Papa Francesco a Rio de Janeiro: “L’incontro e il dialogo fra le generazioni è un tesoro da conservare e alimentare”, e ancora: “giovani e anziani costruiscono insieme il futuro dei popoli”.

L’estate è stata anche l’occasione per andare a trovare gli amici anziani di San Felice sul Panaro, in Emilia. Dal terremoto dell’anno scorso non si sono infatti mai interrotte le visite dei Giovani per la Pace alle vittime del terremoto. Una volta al mese da Padova e Verona giovani di diverse età organizzano feste ed animano momenti di preghiera nella Casa di Riposo “Augusto Modena”, dove vivono ora alcuni anziani che durante il terremoto erano sistemati in tenda nei campi attrezzati. Particolarmente commuovente è stato l’incontro con Remo, anziano di San Felice, che è stato trasferito in istituto un mese fa a causa di un ictus.
Nonostante le sue cattive condizioni di salute, ha immediatamente riconosciuto i giovani che lo andavano a trovare in tenda l’anno prima e si è detto commosso di non essere stato dimenticato. Quando la settimana successiva ha ricevuto una foto che lo ritrae insieme al suo giovane amico Michele, ha pensato bene di custodirla gelosamente sul comodino, come il ricordo più bello. 
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